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25 Aprile 2022- 77° Anniversario della Liberazione – Le riflessioni

Il discorso del Sindaco Alfio Borletto

Care concittadine e cari concittadini, grazie di essere qui a celebrare, insieme, questo 77° anniversario della liberazione.
Un grazie particolare alle associazioni civili e militari presenti, ai volontari della Protezione Civile, a tutti coloro che si sono adoperati sapientemente per la realizzazione di questa celebrazione, in modo particolare a Amparore Livio, Bosso Oscar, Bottin Candido, grazie alla Piccola Corale Scalenghese  che sempre ci onora con la sua presenza e  dà maggior solennità a questa manifestazione, grazie al Sindaco e ai  componenti del Consiglio Comunale dei ragazzi e ai giovani  qui presenti:  il nostro futuro, grazie a Don Ugo, al Vice Sindaco Ezio Portis, al consigliere  Stefano Bordino e ai componenti dell’amministrazione che hanno lavorato per questa giornata.
Ricordo che oggi pomeriggio in Biblioteca alle 15,30, continueremo la celebrazione di questa giornata, con letture, musica e poesie e con il prezioso contributo dei nostri ragazzi del Progetto la Memoria rende liberi che daranno voce ai sopravvissuti alla Shoah.
Ogni anno, nei giorni che precedono questa data , cerco citazioni, provo a fare ragionamenti,  a prendere in prestito qualche passo della Costituzione, per poi ritrovarmi sempre, e molto semplicemente, a descrivere ció che sento in questo momento.
Il 25 aprile, Festa della Liberazione: per me è uno di quei giorni in cui vale davvero la pena alzarsi dal letto, indossare giacca e cravatta e rappresentare le Istituzioni nel ricordare con rispetto questa ricorrenza. 
Quest'anno il pensiero commosso e preoccupato va a questa nuova e tremenda guerra in Europa. Uno scenario a cui non avremmo più voluto assistere e che ci fa pensare che " il passato e di conseguenza ,  anche queste celebrazioni, non ci hanno insegnato abbastanza".
Questa guerra ci tocca in maniera profonda, perché la sentiamo vicina, alle porte di casa, ma in questa giornata vogliamo ricordare anche, che sono 59 le guerre nel  mondo, e se sono oltre un milione i bambini in fuga dalle bombe russe in Ucraina, sono 200 milioni quelli che vivono nelle zone dove si svolgono le guerre e che spesso cercano la libertà in paesi lontani.
Bambini soli, spesso affidati ad amici, parenti ma anche a sconosciuti. 
A questo proposito ricordo che anche la nostra comunità ha accolto famiglie ucraine scappate dalla guerra, e ringrazio di cuore i cittadini scalenghesi che se ne stanno facendo carico.
In questa importante giornata la domanda che mi sorge spontanea è se, e come, siamo riusciti a trasmettere e realizzare nel nostro piccolo, come Amministratori e come donne e uomini, quegli ideali di giustizia e libertà che hanno guidato la resistenza contro il nazifascismo. 
Siamo riusciti a fare un pezzetto di strada in più? Abbiamo combattuto qualche ingiustizia e qualche intolleranza? Abbiamo lavorato al fianco di chi è in difficoltà, per cercare di migliorare loro la vita? Abbiamo combattuto l’arroganza, il disfattismo, il menefreghismo? Abbiamo trattato tutti allo stesso modo, senza distinzione di razza, credo politico, religione o semplicemente di simpatia? Abbiamo reso qualcuno orgoglioso di vivere a Scalenghe?
Pandemia, guerra, costi alle stelle, difficoltà economiche, tutto questo ci rende stanchi e provati. Tutti lo siamo, Sindaco compreso.
Ma è in questi momenti che ci viene in aiuto la Resistenza e i valori che Essa incarna.  La chiave giusta per interpretare questo momento storico sta tutta in ció che la Resistenza è riuscita a conquistare: la DEMOCRAZIA. La democrazia è quella cosa che ci permette di TENERCI INSIEME, di stare insieme e di discutere, anche nella difesa dei nostri interessi particolari, senza dover imbracciare necessariamente un fucile per far valere i nostri diritti. La democrazia è voluta, è ricercata, non è imposta. Ed è nell’esercizio della pratica democratica che troviamo il senso alle limitazioni della nostra libertà, nel rispetto delle persone e delle loro idee.
Oggi "resistere" significa anteporre il bene comune all’interesse personale, dimenticarsi l’invidia, la rabbia e partecipare ciascuno nel proprio piccolo ad un percorso di ripartenza.
Abbiamo perso tanto in questi ultimi 2 anni, ma non è detto che, partendo proprio dai valori della Resistenza, non si possa tornare a costruire un tessuto fondato su libertà, giustizia e coesione sociale. 
Buon 25 aprile, anche a chi non crede nell’importanza di questo giorno e a chi non si riconosce in quei valori che questa giornata rappresenta: dobbiamo crederci anche per loro. 
Buon 25 aprile, soprattutto a chi si riconosce in un progetto comune in cui ciascuno, nel suo piccolo, fa la sua parte.
Buona festa della Liberazione a tutte e tutti noi!
Viva la Pace Viva la Libertà.


Le riflessioni del Consiglio Comunale dei Ragazzi e della Ragazze

Il 25 aprile è una ricorrenza molto importante perché si celebra la liberazione dell'Italia dall'occupazione nazifascista.
Questo giorno ci ricorda ció che la forza di un popolo unito - che nonostante idee diverse condivide un obiettivo comune - puó portare. Attraverso la Resistenza, il popolo italiano è riuscito ad ottenere la libertà di autodeterminarsi: un diritto che ancora oggi in molti Stati non è garantito. Come i partigiani hanno dimostrato, la libertà va ottenuta combattendo.
Cari partigiani,
a voi va un ringraziamento particolare per aver difeso il nostro Paese e per aver sacrificato le vostre vite. Vi siete battuti con coraggio per cambiare la società dell'epoca e per offrire un avvenire migliore alle generazioni future. 
Un ringraziamento va anche alle staffette: donne che, con altrettanto coraggio, hanno lottato per la libertà del nostro popolo. Questa giornata avrà sempre un significato speciale perché ci ricorda quanto preziosa è la nostra democrazia e quanto è importante continuare a difenderla.


Le riflessioni del Comitato Storico di Scalenghe

"Sottovalutazione" è la parola che abbiamo pensato di proporre come riflessione per il 25 aprile di quest’anno.
Puó apparire forse curiosa come scelta, ma uno degli elementi ricorrenti che hanno segnato la storia europea e mondiale nel corso dei secoli e in particolare durante il '900 è proprio la sottovalutazione degli effetti e delle conseguenze di determinate azioni o avvenimenti.
Così è accaduto che la sottovalutazione degli effetti della aggressiva politica nazionalistica degli Stati europei nel primo '900, ha portato allo scoppio della Grande Guerra.
E la sottovalutazione delle azioni di Mussolini negli anni ’20 ha condotto l’Italia in una lunga dittatura, così come la sottovalutazione delle sanzioni imposte alla Germania ha portato all’avvento del Nazismo in Germania e la successiva sottovalutazione della politica hitleriana ha trascinato l’Europa nella Seconda Guerra Mondiale.
Tutta la prima metà del secolo scorso è stata caratterizzata da una generale sottovalutazione di ció che stava accadendo in molti paesi e le conseguenze hanno condotto a vivere la più grande tragedia che l’umanità avesse mai vissuto.
Il 25 Aprile è una data simbolo, il compimento di un percorso che ha rigenerato un popolo, il quale, sicuramente, era stato sottomesso, ma in certe fasce sociali anche troppo accondiscendente con il fascismo, ma che, grazie alla Lotta di Liberazione, ha posto le basi per una moderna Democrazia.
Ció non toglie peró che il tema della sottovalutazione di ció che accade abbia continuato a produrre i suoi effetti negativi sulle società moderne in tutto il dopoguerra.
In tempi molto recenti abbiamo avuto modo di provare in maniera diretta e con pesanti conseguenze, quanto possono essere gravi gli effetti della sottovalutazione.
Stiamo infatti cercando di uscire da una pandemia mondiale che si è sviluppata largamente anche per la sottovalutazione e le omissioni di quanto era accaduto a Whuan. 
Ma la pandemia ci ha anche mostrato come sia semplice portare ad una notevole limitazione delle libertà individuali, che sono tanto preziose quanto fragili, e in futuro occorrerà non sottovalutare situazioni che, se non sostenute da motivi di gravità come quelle appena vissute, possano condurre a nuove ingiustificate limitazioni.
Infine, proprio in queste ultime settimane, stiamo verificando come la sottovalutazione di scelte strategiche operate negli scorsi anni, unite a scellerate decisioni di pochi, abbiano portato una guerra nel cuore dell’Europa proprio nei giorni in cui 77 anni or sono si concludeva la Seconda Guerra Mondiale.
Ancora la guerra che, come ha detto Papa Francesco, lascia il mondo peggiore di come lo ha trovato.
Proprio per queste ragioni, il 25 Aprile, rappresenta, tutti gli anni, l’occasione per farci gioire e farci riflettere, ma anche per consegnarci un monito, che arriva dal sentimento profondo di chi si è reso protagonista della Lotta di Liberazione: prestate attenzione! Non dimenticate gli ideali di chi ha combattuto e si è sacrificato per lasciarsi indietro i drammi di troppe sottovalutazioni e per affidarvi un mondo migliore in cui vivere.

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